Acquistare e Vendere Veicoli Allestiti: La nuova guida completa ai Crediti di Imposta

Pubblicato da Stefano Brivio, Mar 9, 2021 3:21:40 PM

 

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Trasporti e logistica, commercio, corrieri, produzione e distribuzione, costruzione, trasporti speciali, agricoltura, industria, servizi pubblici e tanti altri.

I veicoli allestiti rappresentano il più importante asset per tutte le aziende il cui business è incentrato sull’erogazione di servizi su gomma.

Per questo motivo, l’acquisto di nuovi veicoli e la loro manutenzione sono le voci di bilancio che maggiormente incidono sui margini di guadagno e, in generale, sulla prosperità di queste aziende.

Per lo stesso identico motivo, tutti i fabbricatori di veicoli, così come gli allestitori, si ritrovano a competere su un mercato che, inevitabilmente, deve confrontarsi con le capacità di spesa delle aziende clienti.

In questo articolo voglio indicare con chiarezza qual è l’esatto processo per acquistare (e vendere) veicoli allestiti con crediti di imposta che coprano fino al 50% delle spese.

Lo faccio perché da troppo tempo mi confronto con:

  • Imprenditori e Fleet Manager di molti business su ruote che, per paura di ritrovarsi a lottare con procedure infinite – o, peggio ancora, nei guai –rinunciano a questi benefici fiscali, ritrovandosi con flotte vecchie e sottodimensionate e con clienti scontenti.

  • Fabbricatori e Allestitori che, diciamocela tutta, faticano a utilizzare questi benefici fiscali come leva di vendita per via di procedure burocratiche troppo complesse o di tecnologie inadeguate, come le classiche scatole nere che non soddisfano i requisiti tecnici necessari (come l’interconnessione bidirezionale tra veicoli e piattaforma centrale di gestione) e che rischiano di mettere nei guai gli acquirenti di nuovi veicoli.

Esiste una nuova via per ottenere i Crediti di Imposta che svincola Fabbricatori, Allestitori, Aziende su ruota e, perfino i Commercialisti da ogni responsabilità.

Questa via è estremamente semplice e veloce e stai per scoprirla.

Se sei finito qui, probabilmente conosci già bene le opportunità dei Crediti di Imposta, così come sai che sono il frutto del Piano Nazionale Transizione 4.0.

In ogni caso, se vuoi approfondire la materia, ti invito a leggere l’articolo che ho dedicato ai requisiti di legge (lo trovi cliccando qui).

Ciò su cui voglio invece incentrare questo articolo è il fatto che il 2021 è l’anno buono per approfittare di questi benefici.

Sì, perché che tu sia un fabbricatore, un noleggiatore o un’azienda che ha necessita di inflottare nuovi veicoli, devi assolutamente considerare che:

nel 2021 è possibile approfittare di questi benefici ma che in Italia vi è certezza dell’oggi ma non del domani.

 

Insomma, rimandare l’acquisto e la vendita di nuovi veicoli al prossimo anno potrebbe essere un grave errore, ed è bene che questo venga considerato da tutti gli attori coinvolti nel mercato dei veicoli allestiti.

 Bene, possiamo iniziare il nostro viaggio lungo il percorso in 3 fasi con il quale poter ottenere velocemente e facilmente i Crediti di imposta, come ha fatto, su oltre 1400 veicoli, un’azienda del gruppo a2a che ho guidato personalmente con l’utilizzo della piattaforma IoT della quale ti parlerò tra molto poco:

  1. Tecnologia: quali caratteristiche deve avere la tecnologia della quale dotare nuovi veicoli per ottenere i benefici fiscali, e perché le classiche scatole nere non sono adeguate?
  2. Sanzioni economiche e penali: come svincolare gli acquirenti da ogni responsabilità?
  3. Tempistiche: come velocizzare il processo di attribuzione dei crediti?

 

Tecnologia IoT: le tradizionali scatole nere non bastano!

Il Ministero dello Sviluppo Economico è stato estremamente chiaro in tema dei requisiti della tecnologia che occorre adottare per ottenere i benefici fiscali.

Sono stati infatti prodotti 7 criteri, 5 obbligatori e 2 accessori, che bisogna essere certi di seguire quando si acquista o vende un veicolo e si vuole raggiungere fino al 50% di copertura delle spese.

Di seguito mi limito a elencare i criteri ma, qualora tu voglia approfondirli, puoi leggere l’articolo che trovi cliccando qui.

 

5 criteri obbligatori:

  1. Controllo per mezzo di CNC e/o PLC;
  2. Interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica (o produzione) con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program;
  3. Integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica (o produzione) o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo;
  4. Interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive;
  5. Rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

 

3 criteri accessori (almeno 2 vanno obbligatoriamente rispettati):

  1. Sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in rem10oto;
  2. Monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di procedura;
  3. Caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico).

 

Perché le classiche scatole nere non sono idonee a soddisfare questi 7 criteri?

È presto detto: appartengono a un mondo, quello della telematica, che, senza giri di parole e con buona pace dei sensi, possiamo definire morto e sepolto.

Voglio fare un esempio che sono certo renderà evidente l’inadeguatezza delle classiche scatole nere.

Per capire se un dispositivo può garantire i benefici fiscali è sufficiente concentrarsi anche solamente sul criterio dell’interconnessione, quello che esclude dai Crediti di Imposta la maggior parte dei sensori e delle classiche scatole nere che conosci.

Il dispositivo deve scambiare informazioni, anche da remoto e in maniera bidirezionale, con i sistemi interni dell’azienda che acquista il veicolo, come il software gestionale, il sistema di pianificazione, sviluppo e progettazione del prodotto/servizio o con un sistema di monitoraggio centralizzato.

Il collegamento deve basarsi su protocolli di comunicazione standard come l’HTTP, il MQTT o il TCP. L’origine delle informazioni deve essere riconosciuta tramite un indirizzo standard e riconosciuto a livello internazionale, come l’indirizzo IP o dei certificati univoci di crittografia.

Devi pensare ai veicoli che compri o che vendi come un’estensione mobile dell’erogazione dei servizi per i quali vengono messi in strada, perfettamente controllabili (ricezione dati) e configurabili (invio comandi) da remoto.

Ed ecco spiegato perché la tradizionale telematica non è sufficiente.

Ciò che occorre è una piattaforma IoT (Internet of Things) che permetta di avere il massimo controllo sul veicolo, interconnettendolo in tempo reale con il centro operativo, anche da remoto e in maniera bidirezionale.

Il tipo di tecnologia necessaria deve, di fatto, trasformare ogni singola componente del telaio e degli allestimenti di un veicolo in un “oggetto” monitorabile e gestibile da remoto, semplicemente su un pannello di controllo e in tempo reale, grazie all’ausilio di un set di sensori che mimano al 100% i 5 sensi umani (sì, anche l’olfatto).

 

Sanzioni economiche e penali: come svincolare da ogni responsabilità gli acquirenti di nuovi veicoli?

Cosa accade se la tecnologia in dotazione di un nuovo veicolo per il quale sono stati chiesti i Crediti di Imposta non soddisfa le caratteristiche necessarie?

Chiariamo subito un punto: la responsabilità è interamente in carico all’azienda che acquista il veicolo e che richiede i benefici fiscali.

Ciò frena tantissime aziende dall’inflottare nuovi veicoli, la materia sembra troppo complessa e l’iter troppo lungo per esser certi di non finire nei guai.

Se lavori in un’azienda che fabbrica o allestisce veicoli, sai bene che questa paura dei tuoi clienti finali costituisce un enorme freno alle tue vendite e, di conseguenza, alla crescita della tua azienda. Insomma, è anche affar tuo quindi leggi bene ciò che sto per dirti!

Prima di comprare un nuovo veicolo, ogni azienda che vuole avvalersi dei Crediti di Imposta deve coinvolgere un numero enorme di figure che possano darle una serie di informazioni tecniche, fiscali e legali, che vanno poi mettere a sistema con quanto proposto da fabbricatori e allestitori.

Insomma, è necessario moltissimo tempo, ma di questo parleremo nel prossimo punto. Come se non bastasse, se alla fine dei “giochi” qualcosa dovesse andare storto, non rimarrebbe che prendersela con il commercialista di turno che, oggettivamente, non è esperto di tecnologia e processi aziendali, ha sempre l’acqua alla gola per le scadenze fiscali e non si prende la responsabilità legale o il tempo necessario per verificare se la tecnologia adottata rientra nella definizione di industria 4.0.

Quindi se la perizia preliminare all’accreditamento dei benefici fiscali o se l’autocertificazione fatta nel caso di spese che non superano i 300.000  dovessero risultare inesatte, a pagare le pesanti conseguenze sarà sempre l’azienda acquirente.

È proprio per questo che ho ideato un servizio completo che oggi sto proponendo con successo a diverse aziende, così come a fabbricatori e allestitori, che stanno riuscendo a ottenere i crediti di imposta velocemente e senza alcuna responsabilità economica e penale:

si tratta di un consulente esterno che si interfaccia con tutti gli attori in campo, fabbricatori, allestitori e commercialisti inclusi, e si assume ogni responsabilità al posto loro!

Di questo servizio ti parlerò alla fine di questo articolo.

 

Tempistiche: quanto tempo occorre per ottenere i crediti?

Moltissime aziende, l’ho detto prima, preferiscono rinunciare ai Crediti di Imposta per via di un iter che, oltre a essere rischioso, risulta troppo spesso estremamente lungo.

Sì, perché occorre:

  1. raccogliere informazioni tecniche, fiscali e legali;
  2. scegliere la giusta tecnologia e “montarla” suoi nuovi veicoli;
  3. gestire il confronto tra commercialista, tecnici, fabbricatori e allestitori (dotandoli di una persona capace di tradurre quello che l’uno dice all’altro);
  4. riempire un’infinità di moduli;
  5. sperare che tutto vada per il verso giusto.

In questo modo si dovrebbe essere in grado di ottenere i benefici fiscali, ma potrebbero passare mesi e mesi e per di più resterebbero troppi dubbi circa la possibilità di incorrere in sanzioni per aver scelto una tecnologia non idonea o per aver preso sottogamba uno dei tanti criteri necessari.

Quindi, come si può vendere e acquistare veicoli allestiti, essendo sicuri di ottenere una copertura fino al 50% delle spese, in modo veloce, svincolati da ogni responsabilità e con la giusta tecnologia?

La soluzione, ovvero l’iter preciso che Fabbricatori, Allestitori e Acquirenti di veicoli possono seguire, c’è e si chiama Wheeliot.

 

Wheeliot: Maggiore Competitività per Fabbricatori e Allestitori, Condizioni d’Acquisto Vantaggiose per le aziende che inflottano

All’inizio di questo articolo ti ho promesso che ti avrei parlato di una piattaforma IoT con la quale è possibile vendere e acquistare veicoli allestiti con la sicurezza di ottenere i Crediti di Imposta velocemente e facilmente.

Il suo nome è Wheeliot ed è un ecosistema di hardware, software e know-how progettato per portare le flotte di veicoli aziendali nella nuova era del Fleet Management.

Se vuoi sapere a cosa mi riferisco con “nuova era”, ti suggerisco di scaricare gratuitamente il manuale “Il Metodo Wheeliot” nel quale presento le 10 regole per semplificare la gestione della tua flotta, eliminare i costi occulti e trarre il massimo dai tuoi allestimenti. Per scaricare gratuitamente il manuale, clicca qui.

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Stefano Brivio

 

Topics: Fleet Management, benefici fiscali, credito di imposta

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